Swap e Derivati

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SWAP E DERIVATI OVVERO DEI PIU’ SOFISTICATI STRUMENTI FINANZIARI ANGLOSASSONI. 

Nel corso dell’ultimo decennio si è accentuata l’attenzione di alcune banche italiane verso la commercializzazione di sofisticati strumenti finanziari di derivazione anglosassone e noti col nome di “strumenti derivati” o anche denominati Interest Rate Swap.

STUDIO TREA è tra i pochi studi in grado di offrire in Italia un efficiente servizio di consulenza sugli strumenti derivati e, in particolare, sugli Interest Rate Swap. Lo scopo dell’analisi può essere duplice:

A)  Stipulare un contratto “Derivato” con la finalità di “coprire” i rischi (di solito finanziari) cui l’azienda si trova esposta;

B)  Analizzare uno o più contratti “Derivati” che l’azienda ha già sottoscritto, e verificarne la congruità e l’equità, tenuto sempre conto delle reali esigenze aziendali.

Al secondo tipo di analisi può anche far seguito una relazione tecnica di parte, laddove venga riscontrata (da STUDIO TREA) l’inadeguatezza delle operazioni, in strumenti derivati posti in essere dall’azienda, laddove quest’ultima abbia intenzione di rivalersi nei confronti della banca proponente l’operazione.
In fondo, qualunque azienda che abbia avuto a che fare con uno Swap o altro qualunque strumento Derivato, può rivolgersi a S3A per analizzare e verificare se vi siano i presupposti di annullabilità, parziale o totale, dell’operazione. In quest’ultimo caso, a seguito di trattativa stragiudiziale o previo impulso legale, a cura degli specialisti di Studio TREA, si può giungere alla restituzione integrale di tutte le somme versate alla banca, oltre che alla cessazione immediata di ogni ulteriore addebitato per estinzione dell’operazione stessa.
Operativamente, affinché S3A abbia tutti gli elementi necessari per una corretta analisi, nel caso dell’Interest Rate Swap, formuliamo di seguito un elenco dei documenti necessari.
Importante: se l’azienda non fosse in possesso dei documenti di seguito elencati, la stessa può di diritto ottenerli dalla sua banca.

ELENCO DOCUMENTAZIONE RICHIESTA:

1) Dichiarazione sottoscritta dal Legale Rappresentante dell’azienda di appartenenza alla categoria di operatore qualificato;
2) “Contratto quadro” ovvero “NORME GENERALI CHE REGOLANO I CONTRATTI DI SWAP”, contestuale alla sottoscrizione almeno della prima operazione di Swap effettuata dall’azienda;
3) Modulo di ordine per ciascuna operazione di Swap, eseguita, debitamente compilata e sottoscritta dall’azienda;
4) Conferme di esecuzione di ciascuna operazione di Swap, debitamente compilate e sottoscritte dalla banca;
5) Eventuali documenti relativi a rimodulazione o estinzione delle operazioni di Swap, precedentemente poste in essere.
6) Misura della Centrale dei rischi del mese antecedente l’operazione di swap;
7) Statuto della Società;
8) Estratti conto dall’anno di inizio delle operazioni di swap;

Inoltre si rivela particolarmente utile ogni eventuale altro documento, appunto o fax, anche se “informale”, che si riferisca alle operazioni di Swap in possesso dell’azienda, oltre che le opportune informazioni sull’indebitamento aziendale, specie se sono presenti altre operazioni Swap (es. Mutui), sulla cui base la banca ha proposto la sottoscrizione della Operazione “Swap”.

COSA SONO GLI STRUMENTI DERIVATI ?

Nati dall’intuizione della geniale mente del premio Nobel per l’Economia, Franco Modigliani, gli “Strumenti Derivati” sono dei particolari congegni finanziari la cui caratteristica distintiva è di “derivare” il proprio valore da variabili esterne, allo strumento stesso, definite “attività sottostanti”. Da ciò la loro natura “derivata”. Le variabili sottostanti i titoli derivati possono essere molteplici e di vario genere, come ad esempio un altro titolo, un’azione o un’obbligazione, l’andamento di una o più valute, l’evoluzione di un determinato tasso di interesse o d’altro Indice di riferimento: ad es., azionario, obbligazionario, su tassi o valute.

COS’E’ LO SWAP

Oggetto di alcuni dei più recenti contenziosi, in materia di rapporti banche-imprese, gli SWAP sono alcune operazioni denominate letteralmente “scambio”. Gli SWAP sono una particolare tipologia di contratti appartenenti alla più vasta categoria degli “strumenti derivati”. Maggiormente diffusi fra loro, sono e restano, gli Interest Rate Swap o “Scambio di Tassi d’Interesse”, i Currency Swap o Scambio di Valute. La prima tipologia di Swap, ovvero l’Interest Rate Swap, è quella più diffusa nella compagine delle imprese italiane, specie delle medie e piccole imprese.

Di seguito i tratti più salienti:

L’Interest Rate Swap

Negli Interest Rate Swap, le controparti si impegnano a scambiarsi reciprocamente, alle scadenze e con le modalità sottoscritte nel contratto, gli interessi calcolati su un capitale nozionale, ovvero mai scambiato, a un tasso d’interesse differente per ciascuna controparte. Tipicamente, infatti, una controparte si impegna a versare interessi calcolati a un tasso fisso, mentre l’altra controparte pagherà interessi, in base ad un tasso variabile. Di qui lo “Swap” o “Scambio”.
Queste operazioni nascono per rispondere alle esigenze, con segno opposto per le due controparti, di fronteggiare le fluttuazioni che subiscono nel tempo i tassi (sia di interesse che di cambio), oggetto peraltro delle descritte operazione.

Infatti, da una parte, chi si impegna a pagare interessi fissi è tipicamente già indebitato a un tasso variabile e vuole tutelarsi dal rischio di rialzo dei tassi d’interesse che comporterebbero eccessivi oneri passivi. Dall’altra, la controparte (in genere la Banca) nell’operazione di Interest Rate Swap si impegna a pagare interessi variabili sperando di trarre vantaggio dalle fluttuazioni dei tassi d’interesse o in un ribasso dell’indice di riferimento.
Un’operazione di Interest Rate Swap, come quella appena descritta, può essere di “copertura”. Una sorta di “assicurazione” costruita solo dopo un’attenta analisi della situazione finanziaria delle controparti e delle loro rispettive esigenze.
Ci possono tuttavia essere altre motivazioni che spingono un operatore a sottoscrivere un contratto di Interest Rate Swap.
Potrebbe trattarsi di ragioni speculative, ad esempio, ma è da escludere che questo tipo di operazioni possano interessare aziende che non abbiano come scopo societario la speculazione finanziaria.
Ciò che purtroppo si è manifestato, a volte, negli ultimi anni, in Italia, è un utilizzo inadeguato dei complessi strumenti sopra menzionati. Alcune banche italiane per esempio hanno formalmente utilizzato gli Interest Rate Swap per il loro scopo “istituzionale”, ovvero come “copertura” contro il rialzo dei tassi di interesse. Di fatto tali operazioni hanno rivelato essere di “natura meramente speculativa”, poiché non perfettamente calibrate sulle reali esigenze finanziarie delle aziende sottoscrittrici. La frequente conseguenza di un’operazione speculativa in strumenti derivati è  il realizzarsi di ingenti perdite. Questo per le aziende che hanno sottoscritto uno Swap o un altro contratto, su strumenti derivati, senza la necessaria conoscenza e/o esperienza in materia.